4 novembre 2011

Alta velocità

Marco Ponti

Interessante, a proposito di alta velocità, quanto scrive Marco Ponti sul settimanale on-line Arcipelago Milano del 12 luglio 2011


Milano diventerà presto la capitale italiana dell'alta velocità! Sarà collegata con Lione e Parigi via Torino, con Venezia, con Genova (mentre lo è già con Roma e Napoli). Ottimo per i milanesi, un disastro per i conti pubblici e per l'economia del paese. Nessuna di queste nuove costosissime linee si ripaga per più del 20% con le tariffe degli utenti: tutto il resto lo devono pagare i contribuenti con le loro tasse. Nessuna di queste linee ha mai passato un test costi-benefici sociali “terzo” (cioè una analisi che tenga conto anche dell'ambiente, dei risparmi di tempo ecc., ma non sia pagata dai soggetti interessati a costruirle). 
[...] Per le altre due [Torino-Lione e Milano-Genova], stando alle cifre ufficiali, si tratta di progetti dedicati principalmente alle merci, perché il traffico passeggeri è risibile. Peccato che i treni merci adatti all'alta velocità non esistono ancora, e le merci via treno non sono interessate alla velocità, tanto che sulla rete francese non possono nemmeno passare. C'è poi un altro problema: il traffico ferroviario merci non cresce da decenni, nonostante i sussidi, e inoltre passerebbe benissimo sulle linee esistenti anche se crescesse parecchio (dunque si tratta di costi astronomici certi a fronte di un evento molto incerto).
[...] C'è però molto di peggio all'orizzonte che fare opere costosissime e inutili: è non finirle mai. I soldi pubblici sono già oggi scarsissimi, e lo saranno ancora di più in futuro. Il rischio maggiore è che per consenso “bipartisan” si aprano tutti questi cantieri, specialmente vicino alle elezioni, e poi si interrompano i lavori per ricorrente mancanza di fondi (i costi però corrono, i cantieri non vengono mai chiusi del tutto). Tempi infiniti e costi alle stelle: l'alta velocità insegna, come insegna che una buona sequenza di proteste locali serve ottimamente a far crescere ulteriormente questi costi. 
Forse, come scrive l'autore, le proteste locali fanno lievitare i costi, ma ci vorrebbe una buona protesta generale per fermare gli sprechi!

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