Dall'inizio di questo secolo tutte le volte che il popolo thailandese ha potuto votare liberamente si è espresso a grande maggioranza contro l'élite monarchico-conservatice che ogni volta ha risposto con colpi di stato militari. Il primo di questi è del 2006, e da allora le proteste non sono mai cessate; nella primavera del 2010 la repressione fa numerose vittime tra i manifestanti. Questo articolo (dall'International Herald Tribune del 1° aprile 2010) ci aiuta a capire le ragioni (troppo spesso ignorate dai nostri mezzi d'informazione) dei manifestanti thailandesi contro il governo golpista.
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21 maggio 2010
Thailandia: i poveri si ribellano
di Thomas Fuller
Dall'inizio di questo secolo tutte le volte che il popolo thailandese ha potuto votare liberamente si è espresso a grande maggioranza contro l'élite monarchico-conservatice che ogni volta ha risposto con colpi di stato militari. Il primo di questi è del 2006, e da allora le proteste non sono mai cessate; nella primavera del 2010 la repressione fa numerose vittime tra i manifestanti. Questo articolo (dall'International Herald Tribune del 1° aprile 2010) ci aiuta a capire le ragioni (troppo spesso ignorate dai nostri mezzi d'informazione) dei manifestanti thailandesi contro il governo golpista.
Dall'inizio di questo secolo tutte le volte che il popolo thailandese ha potuto votare liberamente si è espresso a grande maggioranza contro l'élite monarchico-conservatice che ogni volta ha risposto con colpi di stato militari. Il primo di questi è del 2006, e da allora le proteste non sono mai cessate; nella primavera del 2010 la repressione fa numerose vittime tra i manifestanti. Questo articolo (dall'International Herald Tribune del 1° aprile 2010) ci aiuta a capire le ragioni (troppo spesso ignorate dai nostri mezzi d'informazione) dei manifestanti thailandesi contro il governo golpista.
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